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Il Progetto / I Motivi del Progetto
La principale esigenza da cui nasce il presente progetto è quella di mettere a confronto diverse istituzioni che operano nel campo della conservazione
dell’ambiente, creando una collaborazione tra di esse per sviluppare azioni in grado di preservare ed incrementare la biodiversità non solo nelle aree naturali, ma anche e soprattutto in quelle adibite ad uso agricolo.

A livello mondiale si è assistito negli ultimi decenni ad un generale impoverimento della ricchezza biologica sia nella flora sia nella fauna. Questo fenomeno è risultato più consistente ed evidente nelle aree agricole: in Europa vivono negli ambienti agricoli ben 116 delle 195 specie di uccelli minacciate, con trend demografico in discesa.
A queste considerazioni va aggiunto il fatto che i terreni agricoli occupano un ruolo di primo piano anche all’interno delle aree protette: ne è prova il fatto che nei Parchi del Ticino Piemontese e Lombardo le aree agricole occupano più della metà del territorio protetto.
Da qui lo scopo principale di questo progetto: sviluppare pratiche di gestione agricola in grado di aumentare le potenzialità biologiche degli agro-sistemi.
Il progetto ha anche altre finalità, specificate di seguito:
Collaborazione tra i diversi partner nazionali e adozione di metodologie comuni per la corretta gestione delle aree agricole. Il principio è molto semplice: se due soggetti coordinano la loro azione e spingono nella stessa direzione, l’effetto dei loro sforzi ne risulta aumentato. Questo fatto consente di massimizzare gli effetti dei vari interventi operati a scala locale.
Conservazione degli uccelli migratori. La Valle del Ticino ed in parte anche il bacino del Lago Maggiore costituiscono importanti aree per la sosta degli uccelli migratori a media e lunga distanza, poiché alcuni dei principali flussi migratori nell’Italia settentrionale sono quelli che seguono le aste dei maggiori fiumi della pianura. Infatti la migrazione degli uccelli necessita di aree di sosta con alcune caratteristiche peculiari, tra cui la possibilità di reperire ingenti quantità di risorse alimentari e l’assenza di fonti di disturbo. Le aree di sosta costituiscono durante la migrazione un “collo di bottiglia”. Questa espressione sta ad indicare il fatto che un numero notevole di animali, che solitamente nidificano in un territorio molto più ampio, durante la migrazione si concentrano in alcuni “passaggi obbligati”. L’importanza di queste aree è dovuta al fatto che azioni, positive o negative, che avvengano in esse, possono avere effetti amplificati che ricadono sulla fauna di territori molto più vasti. Migliorare la qualità ambientale della Valle del Ticino e del Lago Maggiore come aree di sosta significa quindi generare effetti positivi su scala ampia su popolazioni di uccelli nidificanti nell’Europa continentale.
Collaborazione tra agricoltori ed enti gestori delle aree protette. Spesso tra queste due categorie di persone vi sono “barriere” e carenze nella comunicazione. Scopo del progetto è quindi anche quello di creare una proficua collaborazione per entrambe le parti unendo ed integrando il sapere contadino tradizionale con quello tecnico-scientifico, per la realizzazione di forme di gestione sostenibile del territorio. |